Il ruolo della Federazione Toscana BCC
La Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo costituisce l’organismo associativo delle Banche di Credito Cooperativo della regione e fornisce rappresentanza, assistenza, consulenza e formazione erogando servizi a 31 Banche di Credito Cooperativo.
Per non perdere i vantaggi legati alla piccola dimensione, infatti, le BCC si sono strutturate in un sistema a rete che prende il nome di “Credito Cooperativo”, volto ad assicurare l’integrazione, le sinergie e le economie di scala tra e per le singole banche.
La Federazione Toscana aderisce a Federcasse, l'organismo nazionale del Credito Cooperativo e fa parte della Confcooperative Toscana.
La società ispira la propria attività ai principi della mutualità e della solidarietà propri della tradizione del Credito Cooperativo e non ha fini di lucro.
La sede della Federazione è a Bagno a Ripoli (FI), località Ponte a Ema, via Lungo l’Ema 1.
I dati di bilancio al 31 dicembre 2009
Al 31-12-2009, nella nostra regione, il Movimento comprendeva 33 Banche associate alla Federazione Toscana, riuniva più di 280 sportelli, più di 72.000 soci e 2.300 dipendenti, oltre a quelli delle strutture regionali di categoria.
La raccolta diretta, aggregata per le Associate, sempre al 31-12-2009, mostrava un incremento del +9,7%, attestandosi al valore assoluto di 10,7 miliardi di euro e ad una quota di mercato regionale del 9,8%.
Gli impieghi alla clientela crescevano del +9,2%, raggiungendo il valore di 9,4 miliardi di euro ed una quota di mercato regionale dell'8%.
L'importante crescita degli impieghi, aumentati di 4 volte rispetto ai finanziamenti erogati dalle altre banche, testimonia come il Credito Cooperativo continui a supportare materialmente l'economia locale di piccole-medie imprese e famiglie anche nei momenti di grave crisi economica.
A fine 2009 l'utile si attestava a più di 39 milioni di euro, con un calo del 45% rispetto al 2008.
La storia e l’organizzazione del CREDITO COOPERATIVO italiano: solidarietà ed efficienza in banca
Conosciute fin dai primi anni del '900 come Casse Rurali ed Artigiane, le Banche di Credito Cooperativo, così ribattezzate dalla legge bancaria del 1993, sono moderne ed efficienti aziende bancarie amministrate secondo i principi della solidarietà cooperativa e specializzate nella promozione finanziaria dell'economia locale.
Il risparmio raccolto da ogni Banca di Credito Cooperativo viene infatti destinato in buona parte a sostenere l'imprenditoria locale, formando così un circolo virtuoso che crea benessere.
Ciascuna di queste Banche, sono 430 (pari al 53% delle banche in Italia) con circa 4.200 sportelli (pari al 12,3% del sistema bancario) in tutta Italia e 31 con più di 280 sportelli in Toscana, ha una zona operativa circoscritta ai comuni in cui è insediata ed a quelli confinanti. Gli sportelli delle BCC sono diffusi in 98 province e 2.647 comuni del territorio italiano. A settembre 2009 le BCC-CR rappresentavano ancora l’unica presenza bancaria in 549 comuni italiani, mentre in altri 516 comuni avevano un solo concorrente (dati al 30-09-2009).
Date le contenute dimensioni aziendali, ogni Banca di Credito Cooperativo è estremamente agile dal punto di vista operativo e veloce nel concedere il credito.
Essendo società cooperative, le BCC non possono avere fini di speculazione privata. Gli utili di bilancio vanno infatti ad alimentare in grandissima percentuale il patrimonio della Banca che è comunque indivisibile e che per statuto, anche in caso di scioglimento della società, viene destinato al Fondo nazionale per lo sviluppo della cooperazione previsto dalla legge.
I soci di ogni BCC, tutti residenti nella zona di competenza della Banca, hanno tra loro uguali diritti, a prescindere dal numero di quote del capitale sociale posseduto da ciascuno. Infatti, nelle delibere assembleari, vale il principio del voto capitario ("una testa un voto").
Pur essendo del tutto autonome sotto il profilo istituzionale ed amministrativo, le Banche di Credito Cooperativo tutelano la loro efficienza grazie ai loro organismi nazionali e regionali di categoria per quanto riguarda gli aspetti associativi di rappresentanza e di assistenza tecnica e attraverso le società del gruppo per quanto riguarda gli aspetti di impresa.
Abbiamo così a livello nazionale, la Federazione Italiana Banche di Credito Cooperativo (Federcasse) (www.creditocooperativo.it) che associa le Federazioni regionali di categoria, come la Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, cui aderiscono le singole Banche di Credito Cooperativo.
La rete imprenditoriale è invece imperniata nell'ICCREA HOLDING (www.iccreaholding.it) che controlla l'Istituto di credito di categoria ICCREA BANCA oltre alle singole società attive nel parabancario come Banca Agrileasing (locazione finanziaria), Aureogestioni (fondi comuni), Assimoco e Assimoco Vita (ramo assicurativo e previdenziale).
Una storia lunga più di cento anni, anche in Toscana.
Il Credito Cooperativo, in Toscana, ha un cuore antico. Dopo le prime Casse rurali nate a cavallo tra la fine dell'ottocento ed i primi anni del novecento, il 24 giugno 1918, a Firenze, gli esponenti di 16 Casse rurali costituirono la Federazione Interdiocesana delle Casse Rurali e delle Casse Operaie Cattoliche. Fin dal 1909, tuttavia, era già attiva la Federazione pistoiese, ed analoghe strutture esistevano ad Arezzo e a Siena.
Nel 1930, la liquidazione della Federazione pistoiese fece sì che la Federazione fiorentina diventasse il reale riferimento regionale dell'associazionismo di categoria. A Mons. Orazio Ceccarelli, grande animatore delle Casse rurali pistoiesi e per alcuni anni presidente della Federazione interdiocesana, successe nel 1928 il prof. Mario Marsili Libelli che fu così il primo presidente regionale del Movimento del Credito Cooperativo. Affiancato dal direttore della Federazione Pietro Fabbri, Marsili Libelli rimase al suo posto anche quando il fascismo sostituì la Federazione interdiocesana con gli Enti di Zona, emanazioni territoriali dell'Ente Nazionale delle Casse Rurali ed Artigiane ed Enti Ausiliari.
Nel dopoguerra, il Movimento regionale, ancora sotto la guida di Marsili Libelli e di Fabbri, visse una nuova stagione di intenso impegno, da un lato per assistere le Casse rurali ed artigiane nell'avvio di una fase di assestamento e di crescita sempre più decisa, dall'altro per far sì che gli organismi regionali e nazionali di categoria tornassero effettivamente e giuridicamente all'originaria forma cooperativa.
Il 13 luglio del 1959 rinasceva così la Federazione regionale, con la denominazione di Federazione Toscana delle Casse Rurali ed Artigiane che sarebbe divenuta poi, il 4 dicembre 1993, l'odierna Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo.